Non è facile esprimere a parole quello che frulla nella testa di una ragazza con una mentalità anoressica. Che brutta definizione “mentalità anoressica”, quasi come se fosse una categoria di psichiatria. La maggior parte di chi ne soffre non ne è nemmeno consapevole. Io stessa me ne sono resa conto molto tardi, ma non tutte hanno questa fortuna, e chi non riesce nemmeno a prendere coscienza della propria malattia potrebbe non riuscire ad uscirne così facilmente.

E’ difficile far capire alle persone “normali” cosa ci spinge a non mangiare nonostante la fame, oppure a non riuscire a bere nemmeno un bicchiere di acqua in più la sera per paura di vedere un etto in più sulla bilancia la mattina seguente. Molti ci considerano viziate e stupide: perché non mangia? Vuole solo attirare l’attenzione. Deve solo ingrassare per stare meglio, beata lei!

Beata lei. Proprio così beata non è una ragazza che si ritrova in questo tunnel. Un tunnel fatto di rigide regole auto-imposte, che se violate anche solo di pochissimo ci condannano a vivere nella nostra bolla, fino a quando le conseguenze dello “sgarro” non saranno scomparse: ossia fino a quando la nostra migliore amica, la bilancia, non ci farà vedere il peso che noi stesse abbiamo stabilito essere ottimale per noi.

Se quel peso dovesse poi essere addirittura più basso, ben venga! Ma poi ci sarà da pagare pegno: quel nuovo peso più basso sarà il nostro nuovo benchmark, quello che non deve essere assolutamente superato.

Tra conti di calorie, pesature al grammo di ogni singolo ingrediente che ingeriamo, lo spazio che rimane per tutto il resto è praticamente inesistente: amici, fidanzati, parenti, loro non capiscono. Loro non ci possono aiutare, perché non ci capiscono e non ci capiranno mai.

Nella mia lotta contro i disturbi alimentari, ho imparato molte cose sulla mia pelle, ho sofferto molto nel tragitto verso la salvezza e ho capito una cosa fondamentale: non sono sola. Molto spesso la semplice lettura di un libro o di un articolo che raccontasse la storia di un’altra ragazza nella mia stessa situazione mi ha fatto sentire finalmente capita e compresa da qualcuno. Quindi eccomi qui, a raccontare giorno per giorno ogni singolo passo avanti che ho fatto, assieme ai numerosi passi indietro e momenti bui di questo percorso, affinché anche voi che magari vi ritroverete a cercare su internet un po’ di comprensione e di aiuto, li possiate trovare, almeno spero, nelle mie parole.