Ogni persona che soffre di un disturbo alimentare ha problemi differenti che la hanno portata in questo circolo. Ovviamente siamo tutti diversi, anche se forse accomunati da questa sofferenza. Molto spesso ho notato che i problemi sono legati alla sfera familiare. Non so quanto possa essere utile condividere quella che considero essere la mia personale causa che mi ha portato a tenere un comportamento anoressico, ma voglio farlo comunque, nel caso in cui anche qualcun altro si rispecchi nelle mie parole.

La cosa che più mi ferisce ancora oggi è vedere come le persone intorno a me non si rendano affatto conto dello sforzo che ho fatto per arrivare dove sono ora e di come tuttora, per mantenere questo traguardo, debba lottare ogni volta con me stessa. Sforzarmi a non saltare la colazione, a fare merenda, a mettere due cucchiai pieni di olio, a non eccedere con lo sport. Tutto questo combattendo con una parte di me che vorrebbe fare esattamente il contrario e che sa benissimo di essere potenzialmente in grado di farlo senza alcuno sforzo. Vorrei sentire l’affetto e la vicinanza di persone che invece rimangono indifferenti ai miei sforzi e progressi; è proprio questa indifferenza, credo, a nutrire ancora la parte “anoressica” che vive dentro di me, sebbene oramai sottomessa.

Non voglio che le persone mi dicano “brava” o mi riempiano di complimenti, vorrei semplicemente sentirne la vicinanza; basterebbe un “come stai” sincero, che tenti di scavare al di sotto della classica risposta “bene”; un tentativo in più di capirmi, invece di gettare subito la spugna; essere ascoltata veramente, non solo con le orecchie ma anche e soprattutto con la testa e con il cuore.

Qualcuno penserà che voglio solo attirare l’attenzione: forse è così, e forse è proprio questo il mio problema. Nonostante abbia un ragazzo meraviglioso che fa esattamente ogni cosa possibile e immaginabile anche solo per vedermi sorridere un attimo, io ancora cerco l’attenzione di altri, della mia famiglia.

Il problema certamente non è loro, ma mio, solo ed esclusivamente mio. Sono io che probabilmente ingigantisco ogni piccola cosa, quando si tratta della mia famiglia, finendo per rimanere malissimo per azioni e/o parole che non tangerebbero minimamente una persona “normale”. Come se avessi un rapporto di amore/odio con la mia stessa famiglia: ne voglio l’attenzione, li incolpo, ma non so neanche io perché.

Tenetevi stretti amici, fidanzati e parenti, perché sono fondamentali in un percorso di guarigione. Se avete problemi in famiglia cercate di parlarne il più possibile, anche quando è difficile e anche quando vi sembra che loro abbiano eretto un muro di fronte a voi: parola per parola, quel muro comincerà a crollare, e voi potreste trarne un grandissimo beneficio. Parlarne è il primo passo verso la soluzione che ricordate dovete trovare dentro di voi, e non cercando di cambiare l’atteggiamento di chi vi circonda.