Una galletta. 30 calorie circa, con mezzo cucchiaino di una crema spalmabile sana, altrettante 30. Un totale di 60 calorie. Un nulla. Dopo una cena scarna e prevalentemente proteica. Un fine pasto perfetto, addirittura dietetico, per placare una voglia di dolce che nasconde, in questo caso, non un attacco di gelosia, ma vera e propria fame.
Ci sono quindi tutti i requisiti per poter mangiare quella maledetta galletta senza alcun senso di colpa.

Eppure non è così. Anche se adesso so gestirli, anche se adesso so che la sensazione di vomito che avverto ogni volta che mangio qualcosa fuori dagli schemi è soltanto una reazione psicosomatica, allo stesso tempo mi rendo tuttora conto della mia estrema debolezza. Non solo quando davvero mangio liberamente, in una sorta di cheat meal, come ormai si usa dire; ma anche quando faccio un piccolo sgarro dietetico, i sensi di colpa mi assalgono.

Non so perché, non capisco come mai sia così difficile uscire da questo circolo vizioso. Sono cosciente del fatto che quella galletta in alcun modo potrà influire sul mio peso o sul mio aspetto; sono consapevole che è sana, eppure mi odio per averla mangiata.

Non posso fare a meno di pensare “Avresti potuto benissimo non mangiarla”, “Perché l’hai mangiata? Avevi così tanta fame? Tanto stavi per andare a letto, avresti potuto benissimo mangiare direttamente a colazione!” “Lo vedi? Se continui così rischi di tornare ad avere attacchi bulimici, prevenire è meglio che curare: meglio avere fame che rischiare di divorare tutta la credenza!”

Il problema è proprio questo: la paura che da quella semplice galletta derivi un’abbuffata senza fine, conseguente all’apertura di stomaco che quella galletta potrebbe causare. La mia debolezza è il non credere ancora in me stessa, non credere fino in fondo di poter veramente essere in grado di guarire da questa malattia e di avere un rapporto davvero sano col cibo.

Penso infatti che la convinzione sia un elemento importante in questo percorso di guarigione, e forse, anzi quasi sicuramente, è questo che ancora mi manca.