Io non posso essere obiettiva nel raccontare come sono entrata nel circolo dei disturbi alimentari: all’inizio neanche me ne ero accorta. Quindi ho chiesto a chi mi è stato più vicino da sempre di raccontare il momento in cui ha capito che qualcosa in me stava cambiando. Con la breve riflessione che segue, questa persona ha raccontato quei momenti:

<<Una scelta “salutare”, per passar delle ore insieme e apportare benefici al nostro corpo: non penso che siamo stati l’unica coppia a scegliere di segnarci assieme in palestra. All’inizio tutto bene, tutto molto divertente. I risultati cominciavano ad arrivare sia per me che per te; ma ad un certo punto tu hai preso una strada tutta sola, e mi hai lasciato fuori.

Io mi godevo quell’ora in palestra appieno, senza ansie e senza sentirmi in colpa se un giorno non avevo voglia di allenarmi; ma soprattutto senza cambiare completamente le mie abitudini alimentari per adattarle a quelle tipiche di uno sportivo. Tu invece proprio quello volevi cambiare: volevi sconvolgere le tue abitudini, alimentari e non solo; volevi cambiare stile di vita, mi dissi che saresti voluta arrivare a rifiutare un gelato perché, consapevole che fosse “junk food”, avresti preferito una mela; ma dissi anche che volevi arrivare ad un punto tale che quella rinuncia non l’avresti sentita come tale, ma come se fosse per te assolutamente normale.

La mia reazione è stata “ma che cosa stai dicendo?”, con una voce sbalordita, in quanto stupito (negativamente) e stranito da quelle parole che ti erano uscite di bocca così spontaneamente. Già intravedevo, a malincuore, la via che stavi per percorrere: una via a me sconosciuta fino a quel momento, e che tuttora non smetto mai di imparare. Una via dove ti sei ritrovata sola, perché nessuno ti può prendere la mano nel percorrerla, a meno che non abbia vissuto o stia vivendo la tua stessa situazione.

Da quel giorno in poi la situazione è precipitata: ogni sera stavi attaccata al tuo Instagram, cominciando a seguire nutrizionisti, personal trainer, body builder; hai cominciato a stravolgere anche la tua passione, la cucina, rendendola sempre più “fit” e dietetica. L’ambiente della palestra non ha aiutato: hai cominciato a inserire la cardio per dimagrire sempre più velocemente; e quella cardio è diventata un’ossessione: dovevi assolutamente fare i tuoi 10 minuti di tapis roulant con 15% di pendenza prima di cominciare l’allenamento con i pesi: un giorno te l’ho bloccato a 9 minuti e 30 secondi per scherzare e te la sei presa come se ti avessi fatto la peggior cosa al mondo.

Poi quei 10 minuti sono diventati 30 e a quei 3 allenamenti settimanali hai aggiunto 2 sessioni di corsa. Nel frattempo le app conta calorie cominciavano a farmi preoccupare veramente: non so come facessi a stare in piedi. 1200 calorie era il tuo massimo, indipendentemente da quanto sport facessi, da quanto camminassi o corressi.

La paranoia per i passi è stato solo un altro fattore che mi ha fatto capire la gravità della situazione. La scomparsa del tuo ciclo è stata solo la manifestazione di quella sofferenza che ti circondava ormai da più di un anno.

So che ora stai meglio. Ma vedo la tua paura prima di prendere una pizza, la tua ansia nel mangiare anche poco più del solito. Il tuo fastidio se ti tocco la pancia. Ma sono felice perché ti stai impegnando e anche se la strada è ancora lunga, se me lo permetterai, nel percorrerla stavolta voglio tenerti la mano e non lasciartela mai.

Spero da solo di esserti riuscito a dare quell’appoggio che forse ti saresti aspettata anche da altre persone, e che forse ti avrebbe maggiormente aiutata>>.