Vorrei non parlare mai del mio problema perché da quando sono bambina mi sento la problematica di casa, quella più triste, più paranoica, più rompi scatole. Quella che “vuole attirare l’attenzione”. Ma io non sono quella bambina, e anche se so che questo è vero, non riesco a non pensare che tutti quelli che mi circondano pensano invece che io lo sia.
Quindi preferirei non parlare proprio; ma quando esce il discorso e ne parlo mi sento ancora così inetta e schifosa, così inutile, così odiata. Considerata viziata e infantile. Così male che mi prende una fitta allo stomaco e mi maledico per aver cominciato a parlare.
Mi dicono di andare dallo psicologo ma io so benissimo dov’è il problema: le radici sono nello stesso fatto che non riesco a parlare liberamente senza sentirmi giudicata; e nel fatto che questo mi fa terribilmente male, nel profondo.